Sono per la libertà di parola, su questo non ci piove. Ma sono anche convinto che chiunque ricopra ruoli di una certa importanza dovrebbe limitarsi a disquisire della materia su cui possieda esperienza dimostrabile, a maggior ragione se il suddetto "chiunque" ha la presunzione di influenzare e di condizionare altre persone.
E' come se un idraulico incominciasse a dare consigli di cucina, o se un medico consigliasse in alta finanza, o se un allenatore di calcio professasse dogmi in architettura, o ancora come se un serial killer si occupasse di ostetricia. A ciascuno il suo, quindi.
Voi starete pensando: e allora?
E allora a me fa particolarmente specie sentire Joseph Ratzinger, in arte Benedetto XVI, che in visita ufficiale in Africa, continente flagellato dalle più terribili disgrazie, si permette il lusso di affermare che: "L’epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi."
(Ansa, 18.03.09).
E come la vogliamo combattere questa epidemia, caro il signor Ratzinger? Con la fede? Con l'astinenza? Con i Lego? O forse sarebbe meglio cercare, come da anni fanno le organizzazioni Ong che operano nel continente nero, di sensibilizzare per quanto è possibile l'opinione pubblica sulla prevenzione? O forse sarebbe meglio cercare di creare condizioni socio-economiche e sanitarie migliori di quelle attuali investendo in infrastrutture e ricerca?
O forse, e sarebbe già un ottimo risultato, sarebbe il caso di limitarsi a disquisire di cio' su cui si possieda esperienza dimostrabile.